Marco Rocca. Case-study Mottolino
Il vantaggio di essere sempre un passo avanti

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Il vantaggio di essere sempre un passo avanti

Nov 14, 2013 gianluca (1)

Marco RoccaL’anno scorso il progetto Freeride Experience di Mottolino aveva ottenuto il prestigioso premio ‘Best European Resort 2012’ assegnato a Londra dalla giuria degli World Snow Awards.
Quest’anno gli Snowpark Awards della fiera Nissan Skipass di Modena hanno incoronato Mottolino Fun Mountain di Livigno nelle categorie Best Park, Best Pro Line, Best Marketing e Best Special Obstacle. Non da ultimo, è arrivato anche l’ambitissimo premio di Best Event 2013 per il Fiat Nine Knights, l’evento del Castello di neve dove si sono sfidati i migliori freeskier del mondo, che da due anni si svolge al Mottolino.

 

Abbiamo incontrato Marco Rocca, patron di Mottolino, che ci ha spiegato i segreti del successo della sua “creatura” che in 15 anni è diventata un punto di riferimento per il turismo internazionale alpino, di livello internazionale.

Diciamolo subito: Marco è un po’ che mastica turismo. Mottolino – il grande parco sciistico di Livigno – è considerato a tutti gli effetti un elemento imprescindibile nell’offerta turistica della località alpina. Prova ne sono i prestigiosi riconoscimenti guadagnati in questi anni, coronamento di un lavoro partito tanto tempo fa, reso unico da una business-vison che si collocava a metà strada tra il sogno e il visionario.

 

LE ORIGINI
“Verso la fine degli anni ’90 – ci racconta Rocca – abbiamo cominciato a pensare come differenziare la nostra offerta turistica, basata principalmente sugli impianti di risalita e la ristorazione in quota. Volevamo dare vita a qualcosa di innovativo sulle Alpi, qualcosa che non fosse la brutta copia di un modello già visto in Europa. Mottolino si stava già lentamente caratterizzando per il suo mood dinamico e frizzante, intercettando un target di clientela che all’epoca era rappresentato dai cosiddetti “tavolari” e freestyler, una minoranza non sempre ben vista dagli altri comprensori sciistici”.

 

MERCATO IN AFFANNO
Se allarghiamo lo spettro di analisi al mercato degli impianti di risalita, rileviamo che in Italia – e in molte stazioni europee – il settore non gode di una salute particolarmente brillante. Anzi.
Oggi molte stazioni sono alle prese con le medesime problematiche, frutto soprattutto di una crisi che impedisce di trovare nuove motivazioni per spingere gli sportivi utenti a frequentare di più le piste da sci.
Mottolino questo pericolo lo aveva intravisto molti anni fa e anche per questo ha fatto scelte coraggiose che alla lunga si sono rivelate vincenti.
Oggi la sua dotazione annovera due rifugi e otto impianti di risalita, dà lavoro a 135 persone, 50 delle quali nel settore ristorazione e il resto su impianti e noleggio.

 

ECCELLENZA
“Credo senza peccare di presunzione – spiega Marco – che oggi Mottolino rappresenti un caso di eccellenza nel turismo valtellinese e non solo. La nostra fortuna è stata quella di fare da subito una scelta chiara, selezionando un target specifico di pubblico e di mercato, focalizzando ogni sforzo e risorsa per rendere speciale la nostra offerta per quel tipo di clientela”. 
Sono nati così gli snow-park divenuti tanto famosi nel mondo, supportate da un’azione di marketing e comunicazione di livello internazionale. Il tutto poi, è stato via via supportato da eventi di portata internazionale, sui quali Mottolino ha investito molto in chiave comunicativa e di brand.

 

TARGETTIZZARE
“Fare una scelta così radicale, cioè decidere di rendere così specifica la nostra offerta, è stato rischioso e complesso. Dall’altro, però, questo sforzo ci ha permesso di modulare in modo più preciso la nostra comunicazione, l’identità del nostro brand, dei nostri eventi – spiega Rocca -. Il fattore di successo è stato quello di aver visto lungo e aver intercettato le avvisaglie di una trasformazione epocale che stava investendo un intero settore”. 
Rocca non ne fa mistero: l’intuizione è nata anche studiando i mercati più evoluti, come quello americano e canadese“Il nostro è un settore in continua trasformazione. Ogni anno nasce una nuova tendenza, si sviluppa un nuovo orientamento, un po’ come accade anche nella moda. Riuscire a intercettare queste dinamiche è fondamentale, così come lo è proporre noi stessi delle tendenze, sperando che possano poi essere cavalcate e rese virali dai nostri ospiti”.

 

ATICIPARE LE TENDENZE
Lo studio dei mercati, quindi, rimane la vera ricetta per il futuro, guardando anche verso nuovi target di mercato che stanno nascendo e che domani potrebbero diventare trainanti.

Mottolino a Livigno, in tutto questo, è il banco di prova migliore: la sua clientela invernale è composta al 75% da ospiti stranieri“Il progetto – continua Rocca – è di proporre sempre una freschezza di prodotto, con innovazioni costanti e proposte sempre nuove, mai scontate e banali. A volte questo meccanismo è faticoso, impegnativo, difficile, ma allo stesso tempo è anche stimolante e adrenalinico. Anche per questo mi è difficile immaginare come potremmo essere tra 20 anni”.

 

LA “SUMMER CON-VERSION”
La vera intuizione di Rocca, però fu quella di immaginare un utilizzo anche estivo delle strutture che fino a quel momento vivevano prevalentemente d’inverno. 
Da qui l’idea di convertire cabinovie e piste in una risorsa per le biciclette.
“Anche questa scelta è sintomatica della chiarezza degli obiettivi che ci eravamo posti all’origine – spiega Rocca -. Bisognava rimanere in linea con il target giovane, quello degli snowboard e dei freestyler, mettendo a disposizione un prodotto compatibile che fosse declinato anche nella versione estiva e rendendolo appetibile al medesimo pubblico”. Così è nato il down-hill a Livigno. “Per me il modello era quello di Whistler in Canada. Ho trascorso molto tempo là e ho avuto modo di veder realizzate quelle dinamiche che poi in parte e con le necessarie modifiche, abbiamo replicato anche a Mottolino. Avevamo ben chiaro quindi quale fosse il progetto che intendevamo sviluppare negli anni. Il difficile è stato capire come declinare lo sforzo innovativo che doveva sostenere l’intero apparato”.

 

IL CASO VALTELLINA
Quando chiediamo a Marco le ragioni per cui in Valtellina, la realtà di Mottolino sia tra le pochissime a brillare, ci risponde senza incertezze: “Pretendere di avere una ricetta vincente valida per tutti è troppo ambizioso – precisa -. Penso però che qualche accorgimento e valutazione nell’ottica di una analisi critica locale la si possa fare a cominciare dalle istituzioni, che devono dedicare un occhio più attento verso il settore impiantistico e le sue problematiche. Basta dare uno sguardo ai bilanci delle società proprietarie delle strutture di risalita per capire che il problema c’è ed è serio, specie in alcune località.  
Il supporto più importante che oggi manca è quello di un’unica regia di livello almeno provinciale, che sappia fornire il supporto adeguato sugli indirizzi e le gestioni delle stazioni.
È chiaro che tutto ciò ha senso solo se gli operatori privati si dimostrano meno campanilisti, e appaiono più aperti alle opportunità che nascono al di fuori del loro orticello. Serve che tutti maturino una visione di sistema. Solo se l’intero comparto turistico del nostro territorio sarà in grado di unire le forze potremo sperare di superare il difficile momento che stiamo attraversando”.

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