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Mercoledì 03.02.2010
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LA SETTIMANA DI CHIUSURA DELLA SUPERSTRADA È COSTATA 600MILA EURO IN PIÙ ALLE IMPRESE DI TRASPORTO LOCALI
Confindustria Sondrio chiede più impegno per la gestione di situazioni di emergenza. |
Massima cura nella gestione delle emergenze viabilistiche attuali e convinta promozione dei trafori in una prospettiva strategica di lungo periodo. Questo il pensiero di Confindustria Sondrio in relazione ai gravi problemi di accesso alla provincia di Sondrio verificatisi a seguito del distacco di massi avvenuto la scorsa settimana sulla S.S. 36. L'importante arteria di comunicazione, l'unica capace di offrire tempi di percorrenza accettabili da e per Valtellina e Valchiavenna, è rimasta chiusa al traffico per un'intera settimana e rimarrà operativa a mezzo servizio per un periodo di circa due mesi. Disagi rilevanti per chiunque ma in modo particolare per le aziende del territorio sondriese, costrette a fare i conti con difficoltà accresciute nella consegna delle merci e nell'approvvigionamento delle materie prime da fuori provincia.
"Con i colleghi della sezione Trasporti abbiamo stimato che per le sole imprese di autotrasporto che utilizzano mezzi pesanti la settimana di chiusura della S.S. 36 ha prodotto oneri aggiuntivi per circa 600.000 euro" - è stato il commento del Presidente di Confindustria Sondrio Paolo Mainetti. "A questi si aggiungono ulteriori danni subiti dalle imprese manifatturiere che avevano merci in spedizione o in arrivo. La sensazione è che non si fosse assolutamente preparati ad un simile evento, infatti è passato un giorno o due prima che si arrivasse ad una gestione efficiente dell'emergenza creatasi".
Entro alcuni mesi, inoltre, prenderanno avvio i lavori di consolidamento della galleria "Monte Piazzo" sulla S.S. 36 nelle immediate vicinanze di Colico, appaltati dall'ANAS lo scorso novembre. Lavori che avranno una durata presunta di circa 2 anni e che non mancheranno di creare disagi al traffico veicolare. Gli Industriali si associano alle preoccupazioni espresse di recente dall'Amministrazione Provinciale di Sondrio, che ha evidenziato come il mancato completamento del peduncolo sullo svincolo di Dervio potrebbe precludere la messa a punto di percorsi alternativi per il transito dei mezzi pesanti, con le stesse drammatiche conseguenze di congestione del traffico che si sono osservate nei giorni scorsi a seguito della frana.
"Ho accolto con favore l'intervento ufficiale della Provincia" - ha proseguito Mainetti - "Il Presidente Sertori mi ha garantito il suo massimo impegno ed ho molta fiducia nel suo operato. C'è da augurarsi che la possibilità di pianificare tempi e modi della chiusura faciliti la gestione delle inevitabili difficoltà viabilistiche, anche attraverso soluzioni tecniche plausibili quali l'esecuzione notturna dei lavori o restringimenti parziali della carreggiata".
Al di là delle emergenze di breve periodo, Confindustria Sondrio lancia uno sguardo al futuro e rilancia l'ipotesi dei trafori alpini, unica soluzione strutturale al rischio isolamento con cui le nostre valli convivono da sempre.
"Quanto è accaduto la scorsa settimana ha messa a nudo uno volta di più l'estrema fragilità infrastrutturale del nostro territorio" - ha osservato Mainetti - "In una prospettiva strategica di lungo periodo, non possiamo che rilanciare fortemente l'idea dei trafori alpini della Mesolcina e del Mortirolo; quest'ultimo, in particolare, si configura come un'opera stradale inderogabile, l'unica alternativa reale alla S.S. 36. È un appello forte che rivolgiamo alle istituzioni. Solo così avremo una valle sicura e realmente connessa da un lato con il cuore dell'Italia produttiva e dall'altro con il centro dell'Europa".
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