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VIDEO INTERVISTA AD ALBERTO QUADRIO CURZIO: LO STATUTO COMUNITARIO DI VALLE.
Martedì 01.06.2010
Nell'intervista il docente ha commentato i risultati del progetto rivolto alle scuole, promosso da Sev e Vivi le Valli.
SEV E VIVI LE VALLI: CONCORSO SCOLASTICO PROVINCIALE
Martedì 17.11.2009
Conosciamo lo Statuto Comunitario per la Valtellina, facciamolo conoscere e diventare patrimonio della Comunità Locale.

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LA NUOVA MOSTRA DEL BITTO TARGATA MULTICONSORZIO
Il gusto diventa arte A Morbegno il 15, 16 e 17 ottobre sfilano le eccellenze agroalimentari.
GAL VALTELLINA: OTTO BANDI PER 2,2 MILIONI DI EURO
Contributi a fondo perso per finanziare progetti sul territorio.
BANDO LAVORO PER IL 6° CENSIMENTO GENERALE DELL’AGRICOLTURA
Pubblicato il bando per il reclutamento di 52 coordinatori e 463 rilevatori.
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COMUNICATI INDIETRO
Mercoledì 08.10.2008
ANTONIO TIRELLI: ANALISI DELLA SITUAZIONE ECONOIMICA IN VALTELLINA

Intervista pubblicata dal quotidinao La Provincia di Sondrio, il 5 ottobre.
Riportiamo l'intervista ad Antonio Tirelli pubblicata sul quotidiano La Provincia di Sondrio il 5 ottobre.

Antonio Tirelli.
Antonio Tirelli, il presidente di Iperal, è uomo attento alle trasformazioni del mercato. E nessuno meglio di Antonio Tirelli può fornire una fotografia della situazione attuale, alla luce delle difficoltà che la famiglia media italiana sta vivendo per arrivare alla fine del mese.
«E' innegabile che il momento sia difficile - dice Tirelli -. Alle difficoltà dovute all'introduzione dell'euro prima e al rincaro delle materie prime e dei consumi obbligati (energia, elettricità, telefoni, gas) poi, che hanno ridotto il potere d'acquisto delle famiglie, si sommano gli impatti negativi dovuti alla crisi del sistema finanziario. La situazione che si profila preoccupa tutti perché toglie qualsiasi certezza riguardo all'affidabilità di un sistema finanziario poco trasparente. Basti dire che Lemhan Brothers, fino a pochi giorni prima del fallimento, aveva un rating A+, ma la cosa singolare è che i titoli erano anche inclusi in quelli raccomandati come titoli a basso rischio e a basso rendimento. Il rating A+ significa elevata capacità di rimborso. Come ci si può fidare di un sistema così?».
- Infatti l'onda lunga ha finito per investire un po' tutti. E i primi a fare i conti con difficoltà e lacrime è stata proprio la famiglia media italiana. Già alle prese con rate, mutui, bollette, rincari. Quali sono i segnali che le arrivano dalle vostre casse?
«Da tempo registriamo le difficoltà del consumatore e assistiamo al cosiddetto fenomeno della quarta settimana, proprio in coincidenza con le scadenze di fine mese. Il cliente è sempre più attento alle campagne promozionali e agli sconti. Un'impennata figlia delle difficoltà che attraversano tutti».
- Ma sono cambiate le abitudini del consumatore?
«In un certo senso sì. I dati che ci provengono dalle casse ci dicono che c'è una maggiore attenzione negli acquisti. Mi spiego. Lo scontrino ha sostanzialmente un numero di prodotti inalterato, ma la spesa è più contenuta. Questo ci fa ritenere che il cliente stia modificando le sue abitudini. Sugli scaffali sceglie prodotti che hanno prezzi più bassi, cambiando dunque la marca. D'altra parte il rincaro delle materie prime ha acuito questo fenomeno. Pasta, salumi e latticini sono aumentati e la gente si butta su prodotti a prezzo inferiore. C'è molta più attenzione, insomma, a quello che si spende e a come si spende».
- E voi come cercate di far collimare le esigenze dell'utenza con le vostre?
«La via d'uscita è rinunciare a una parte del nostro margine per venire incontro al cliente. Ecco perché da pochi giorni abbiamo varato una serie di iniziative rivolte proprio in questa direzione».
- Qualche esempio?
«Da poche settimane abbiamo drasticamente abbassato il prezzo di alcune tipologie di merce di marca, rinunciando a una parte del nostro margine, affinché il cliente non debba perderci dal punto di vista della qualità del prodotto. In sostanza cerchiamo di garantire la stessa qualità a un minor prezzo».
- Le campagne promozionali, come diceva lei, hanno sempre un grande successo. Cosa state facendo in questa direzione?
«Abbiamo varato nuove promozioni straordinarie che prima non c'erano. E mi riferisco, ad esempio, a quella in corso in questi giorni che si chiama "Anniversario", grazie alla quale il cliente ottiene uno sconto del 20 per cento su tutti i prodotti. A novembre, poi, ci sarà la campagna "Batte l'inflazione" che, in pratica, consente di acquistare un prodotto allo stesso prezzo che aveva l'anno scorso. Infine ci sarà quella classica natalizia che stiamo predisponendo e verterà sul 4x2».
- Capitolo discount. Sono una realtà che sta inserendosi lentamente nel tessuto economico e del consumo. Quanto fastidio danno ai grandi centri commerciali?
«E' innegabile che i discount siano un concorrente, ma va detto che non trattano tutta la sfera merceologica e quindi la loro offerta è nettamente inferiore. Però stiamo assistendo a una seconda fase del loro sviluppo perché ora qualcuno inserisce anche prodotti di marca, venendo un po' meno alla sua missione. Ultimamente, poi, hanno cercato di cavalcare la crisi posizionandosi fisicamente vicino ai centri di grande distribuzione, sfruttandone la capacità d'attrazione».
- Come immagina il futuro?
«Sarei un bugiardo se dicessi che non sono preoccupato. Tutti gli indicatori fanno presagire un periodo difficile, forse già da questo autunno e il picco potrebbe esserci a Natale».
- Quindi per Iperal è un momento di stasi?
«Vede, Iperal ha i suoi clienti affezionati e non credo li perderà. L'apertura di nuovi punti di vendita interesserà territori o province limitrofe come Lecco, Como, Bergamo, Brescia. Abbiamo rilevato in Brianza otto punti vendita dalla società MarMarket Spa che stanno lavorando molto bene e che hanno trasformato la loro insegna in Iperal; partecipiamo in una società che ha una realtà interessante in Valcamonica e stiamo per aprire a Civate un altro punto vendita fra circa un anno e mezzo. Uno sviluppo ragionato, insomma, frutto di quella logica precisa che le ho detto».
- Un'ultima domanda: se avesse da parte un po' di liquidità come la investirebbe?
«In pronti contro termine. Non c'è dubbio. Lanciarsi in avventure pericolose, in questo momento storico, si rischia di farsi molto male».